Devo aprire le finestre a Roma adesso?
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Roma ha un clima mediterraneo con estati calde e secche e inverni miti e piovosi. Luglio e agosto sono i mesi critici per la ventilazione: le temperature raggiungono regolarmente 33–37°C e l'umidità nella valle del Tevere crea un microclima urbano afoso. La densa costruzione in pietra della città accumula calore durante il giorno e lo rilascia lentamente di notte.
In un'estate romana, la finestra di ventilazione è strettissima — solo dalle 5:30 alle 8:00 circa, quando l'aria esterna è più fresca di quella interna. I romani praticano da secoli l'"oscurare": tenere le persiane chiuse tutto il giorno, riducendo la temperatura interna di 3–5°C senza climatizzatori. Non è solo tradizione: è un raffreddamento passivo efficace che funziona davvero.
La qualità dell'aria a Roma è moderata (AQI 35–65), con NO₂ elevato vicino al GRA. I pollini sono significativi da gennaio (olivo) a maggio (graminacee) — rilevante per chi soffre di allergie e valuta la ventilazione notturna in primavera.
A Roma, i momenti migliori per ventilare sono di solito al mattino presto (5–8) e dopo il tramonto, quando la temperatura esterna scende sotto quella interna.
Sì, nella maggior parte dei casi. Aprire le finestre può abbassare la temperatura interna di 2–5°C in 30 minuti se l'aria esterna è più fresca.
Sopra l'80% di umidità, aprire le finestre rende l'aria appiccicosa. Meglio aspettare ore più asciutte.